Proteste per il carovita in Italia nei principali capoluoghi: violenza e scontri ingiustificabili. La Premier Meloni si espone.
Vetrine danneggiate, bombe carta e momenti di forte tensione hanno segnato le manifestazioni contro il caro vita organizzate dal Comitato “Italia in Piazza”. Da Milano a Torino, passando per Bologna, la mobilitazione è stata accompagnata da episodi di violenza e interventi delle forze dell’ordine. Nel capoluogo lombardo si sono registrati gli scontri più gravi, con feriti, danneggiamenti e numerosi manifestanti accompagnati in Questura.
Proteste e guerriglia: la situazione a Milano
A Milano la protesta è cominciata in piazza del Duomo, dove si sono radunate alcune centinaia di persone, soprattutto giovani e minorenni. I partecipanti hanno intonato l’Inno d’Italia e scandito slogan contro il governo e i suoi esponenti. Tra le bandiere italiane comparivano anche alcuni vessilli palestinesi. In testa al corteo, uno striscione chiedeva più risorse per le famiglie e meno spese per le guerre, richiamando l’unità come obiettivo della mobilitazione.
Alla manifestazione hanno preso parte oltre cinquemila persone, scese in piazza contro il costo della vita, gli stipendi bassi, le condizioni delle scuole pubbliche e le criticità della sanità. La situazione è degenerata in via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, dove sono stati lanciati sassi, bombe carta e fuochi pirotecnici contro gli agenti in tenuta antisommossa. La polizia ha risposto con cariche per disperdere i gruppi che tentavano di superare il cordone di sicurezza.
Le conseguenze e la posizione della Meloni
Gli scontri hanno provocato danni alle pensiline ATM, alle vetrate di alcuni edifici storici e agli arredi esterni dei locali. Si sono registrati diversi contusi tra i manifestanti, il lieve ferimento di una fotografa e quello di un agente. Una decina di persone è finita in ospedale, mentre decine di partecipanti sono stati fermati e accompagnati in Questura.
Le tensioni sono proseguite anche dopo lo scioglimento del corteo, con una carica della polizia nella Galleria Vittorio Emanuele II e altre esplosioni di bombe carta.
A Torino, invece, alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nella libreria Feltrinelli di Porta Nuova, gettando libri a terra. Dodici persone sono state bloccate, tra cui dieci minorenni.
Sulla vicenda è intervenuta la premier Giorgia Meloni: “Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”. La presidente del Consiglio ha inoltre rinnovato l’appello alle opposizioni affinché prendano una posizione chiara contro le violenze. “Ogni reticenza sulle violenze è una giustificazione”, ha detto.